Biglietti, prego


Una delle prime cose che mi ha spiegato Amy, la nostra intermediatrice culturale, è l'importanza dello scambio dei biglietti da visita. Sono un must e li devi avere sempre nella borsa, come i fazzoletti.
Appena ti presenti a qualche sconosciuto, tac, gliene allunghi uno ma in un modo del tutto particolare. Devi presentarlo con due mani, tenendo gli angolini superiori tra pollice e indice, e abbassando lo sguardo. Alcuni accennano anche ad una miniriverenza.

La sottoscritta che è famosa per la sua estrema destrezza, non c'è volta che A. si sia dimenticata i biglietti da visita in un'altra borsa, B. ce li abbia, ma non li trovi subito, facendo attendere la o il malcapitato di turno che è già pronto a riceverlo con entrambe le mani tese ed il capo chino, C. lo allunghi con una mano e all'incontrario, mostrando il retro.
Tuttavia, ieri, sono arrivata ad un nuovo appuntamento per il mio fantalavoro, con già pronto tra le dita, il mio bel rettangolino di carta. 
E, per una volta, ho colto impreparato il simpatico trio, due uomini e una donna, che, per quasi due ore, mi hanno trattenuto nel loro raffinato showroom che vende, tra le altre cose, questi letti svedesi con materassi così alti che ti ci vuole una scala per salirci ed un portafoglio altrettanto spesso per comprarli.

Ne sono uscita esausta anche perchè, se a Milano, ero sottoposta al parlottio in ebraico di clienti e colleghi, qui mi pertocca quello in cinese. Orecchie tese, dunque, per cercare di afferrare qualche parola chiave, ma, se in ebraico, ho ancora delle chances, in cinese, mi limito a decriptare i si, i no, i perchè e gli eggià e poco altro. Un po' difficile anche solo intuire tutto il resto. Ma non demordo.
Sono tornata a casa con un mal di testa bestiale ed un cavallo di peluche, omaggio del trio a Ming, ma, tutto sommato, soddisfatta della mia performance. Nonostante residui di crema Fissan sulle dita, riesco ancora a misurarmi con argomenti che esulino da pannolini, pappe e Baby Einstein. E se un giorno, riuscirò a farlo anche in cinese, beh, allora voglio la copertina di Time per Woman of the Year. Che sia questo l'anno buono ?

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