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Amore inquinato

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Con le città dove vivo è un po' come con le storie d'amore con due uniche differenze. La prima che il numero di legami sentimentali della mia vita, e a questo punto possiamo tirare già le somme, è di gran lunga inferiore al numero di posti dove ho trascorso la mia esistenza e la seconda che almeno le città sono sempre io a lasciarle.
Legami urbani infatti destinati a non durare ai quali tuttavia mi ostino a dedicare tempo ed energie invece di farmi i fatti miei e costruirmi una bolla di quotidianità in cui rifugiarmi e proteggermi senza mai spingermi oltre. 
E così anche di Shanghai mi sto lentamente innamorando anche se so che non dovrei. 

Presa di petto e in antipatia fin dall'inizio perché mi portava via da Nuiok che è sempre stata la città del cuore, quella in cui alla fine mi sarei fermata per sempre perché era scritto nel mio destino e bla bla bla, Shanghai non si è arresa ma, con la delicatezza e la poesia che, al di là degli sputi, la contraddistinguono mi ha preso la…

Gabriel e Teresa

Una volta piangevo poco e non capivo le poesie. Adesso, sarà l’età più matura e gli ormoni ancora in circolo dopo due gravidanze, mi commuovo facilmente e proprio con le poesie :
"Viaggiare è andar via di casa, è lasciare gli amici è provare a volare. Volare imparando altri rami percorrendo altre strade è tentar di cambiare. Viaggiare è travestirsi da folle dire “non mi importa” è voler ritornare. Ritornare apprezzando quel poco degustando una coppa è di nuovo provare. Viaggiare è sentirsi poeta, scrivere una lettera, è voler abbracciare. Abbracciare arrivando a una porta, agognando la calma, è lasciarsi baciare. Viaggiare è farsi mondano conoscere altra gente tornare a cominciare. Viaggiare è andar via di casa, travestirsi da folle è dire tutto e niente con un bollo postale. Dormire in un altro letto, sentir che il tempo è breve, viaggiare è ritornare".
Gabriel García Márquez

Non la conoscevo e l’ho scoperta leggendo il meraviglioso blog della mia amica Teresa (asia-monamour.blogspot.com) l’altro pomer…

Shiang-highs e Shiang-lows

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Di ritorno a Shanghai, siamo, io credo, gli unici, con i cinesi, a non essere abbronzati. Quasi tutte le mie conoscenze, provenienti dall'emisfero della forchetta, hanno lasciato la Cina, in occasione della Golden week, un congedo extra, retribuito, inventato dal governo cinese per permettere ai Cinesi di viaggiare e per rinforzare, in questo modo, il settore del turismo, e sono dunque tutti partiti per le varie riviere romagnole asiatiche, dall'indonesia alla Thailandia.

Noi, come sapete, abbiamo scelto Taipei e, sinceramente, non abbiamo rimorsi perché ci siamo divertiti e ne siamo emersi ricaricati. Persino Iduzzo che, già ad agosto, mi aveva prospettato l'idea di partire per il mare cristallino e le spiagge bianche e che io avevo condito via con un "vedremo" perché l'idea di risalire su di un uccello meccanico per altre svariate ore, almeno sei, mi faceva venire l'orticaria. Già quell'ora e mezza scarsa per andare a Taipei l'avrei evitata volen…

Quitaipei

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Cari amici di quitaipei, soprattutto voi fedelissimi che, per delle ragioni ancore oscure, mi seguite dal primo post 'L'approdo' di quel lontanissimo febbraio del 2011 quando stavo ancora meditando la fuga da quella che sarebbe diventata la mia vita da nomade perenne o, come è sempre chic dire, da expat, oggi è un giorno importantissimo perché dopo 3 anni e mezzo sono tornata proprio laddove è cominciato tutto : Taipei. E chi se lo sarebbe mai immaginato anche solo un anno fa quando, ancora ignara degli ennesimi stravolgimenti, gironzolavo tranquilla per le strade di una Nuiok preautunnale, convinta ormai che l'Asia ed io fossimo ormai una storia conclusa.

E se, sei anni fa, qui mi sentivo un pesce fuor d'acqua e trovavo Taipei, nel complesso, una città relativamente orrenda, oggi, appena atterrata, mi sono sentita in Svizzera un po' come uno straniero che vive a Milano ma trascorre qualche giorno a Lugano.
Sono sincera, Shanghai è una città decisamente più bella …

Breaking news

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L'acqua San Benedetto ha fatto il suo ingresso trionfale venerdì alle ore 15.40.
Ne do l'annuncio esultante e felice. Adesso non mi ferma più nessuno. 
Taobao sei mio. Magari il prossimo acquisto cerchiamo di farlo da un rivenditore nell'area di Shanghai piuttosto che al confine con la Mongolia.


Log out

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Log out. Praticamente è quello che ho cercato di fare questa settimana, e non da Shanghai o dalla Cina, ma da un paio di siti cinesi a cui ho avuto l’ardire di registrarmi. Una volta dentro, non riuscivo più ad uscirne. Partiamo con il mostro sacro, TAOBAO, lo spauracchio e la tentazione di molti stranieri che lo guardano da lontano ma, giustamente intimiditi dalla lingua incomprensibile, rimandano un eventuale approccio in attesa che un’anima pia locale venga loro in soccorso.
Ho atteso anch’io qualche settimana ma, ovviamente, di un’anima pia nemmeno l’ombra. E intanto continuavo a sentire le lodi sperticate di questo Taobao : Ah io l’acqua la compro su Taobao - Belli questi bicchieri, vero ? Li trovi su Taobao - le scarpe per i bambini ? Ma sicuramente le trovi su Taobao. Allora mi sono rotta. Lunedì mattina, spediti tutti fuori e ancora in pigiama, ho appoggiato la mia tazza di caffè vicino al computer, inforcato i miei occhiali (perché non ci vedo più) e digitato www.taobao.com Un br…

Wechat ... se ci riusciamo

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Di fianco al mio letto, chiamiamolo così anche se trattasi ancora di materasso gonfiabile in attesa che quello vero arrivi, integro, fra una decina di giorni, c’e’ una pila di riviste, in inglese, su Shanghai che raccolgo in giro per la città durante le mie perlustrazioni quotidiane.
Sfogliandole la sera, prima di concedermi a Morfeo, mi rendo conto di quanto, in fondo, questa città offra da un punto di vista culturale oltre che dell’intrattenimento. Ha un passato decisamente affascinante alle spalle ed un presente, complesso e contraddittorio, ma sicuramente vivace ed interessante. E sono proprio questi gli aspetti che voglio approfondire e che meritano, al di là delle difficoltà e delle sfide quotidiane con cui mi misuro quotidianamente. Uno, fra tutti, l’utilizzo di internet, strumento dato ormai per scontato altrove ma che  qui richiede, invece, tanta pazienza e manovre acrobatiche per poter accedere ai siti più banali come, per esempio, Google. Alla Cina Google non piace e così di r…

L'approdo

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E’ passata più di una settimana dal nostro approdo a Shanghai. Mi sembra di essere qui da mesi.
Nuiok non mi manca tanto come pensavo perché, in fondo, sono ancora convinta che si tratti solo di un sogno. Adesso mi sveglio e sento di nuovo il rumore del traffico e delle sirene delle ambulanze che sembra attraversino la mia camera da letto sulla 86ma strada. Poi guardo fuori e vedo il cielo blu terso, frizzante che tanta energia mi ha sempre dato la mattina.
Nell’attesa che questo accada, mi vivo il sogno anche se un po’ a fatica. Ad attenderci, dopo un volo di tredici ore da Tel Aviv dove abbiamo trascorso una parte della nostra transizione da ovest verso est, un cielo blu molto sospetto che qui è conosciuto come Blu G20 perché ripulito appositamente dal governo locale, attraverso la chiusura di diversi impianti industriali nelle vicinanze, per accogliere i principali leader politici in occasione del G20 di settembre. Una volta chiuso il congresso, il cielo tornerà color topo ed il livell…

Bugie e arrivederci

Il 1 luglio abbiamo lasciato Nuiok. Tutto è stato rimesso negli scatoloni e caricato sulla barca che dovrebbe arrivare a Shanghai ai primi di settembre.  Gli ultimi giorni sono stati, come da copione, i più difficili.  Ad alcune persone, presenze comunque marginali della mia esistenza ma non per questo meno significative, ho mentito. Non ce l’ho fatta a spiegare, per l’ennesima volta, che ce ne saremmo andati, che, si, eravamo rimasti davvero poco nella Big Apple, che, no, non sapevo quanto saremmo stati a Shanghai, che, si, non è facile spostarsi così spesso ma ormai ci siamo abituati, che, no, i bambini non sembrano ancora soffrire di tutti questi cambiamenti, che, no, Shanghai non è così inquinata come sembra, che, si, abbiamo trovato la scuola e anche la casa ma che, si, alla fine è una grande rottura di palle e che il mio cuore ne esce sempre a pezzi.  Non avrei nemmeno retto ad un ennesimo how exciting da chi non aveva né le capacità cerebrali, né il tempo o la voglia di approfondi…

Il birthday party

In queste ultime settimane di permanenza a Nuiok, il mio cervello ha attivato la funzione COSE CHE NON MI MANCHERANNO DI QUI per permettermi di affrontare anche questo ennesimo cambiamento con una relativa dose di serenità e di entusiasmo. 
Praticamente quest'applicazione ricerca, individua e riporta alla memoria solo aspetti, abitudini, spaccati e personaggi della mia vita nuiorkese che ho sempre digerito a fatica. Uno, fra tutti, le feste di compleanno degli amici dei miei figli. In un anno, credo di essermene schiacciate almeno una ventina e tutte, salvo rare eccezioni, hanno sempre seguito lo stesso tipo di format.
L'invito arriva, di solito, un paio di mesi prima della data prefissata e viene rigorosamente spedito via email attraverso uno dei tanti siti che offrono questo servizio fra cui il più popolare sembra essere Paperpost. Imperativo è dunque non solo rispondere con un clic su ATTENDING o NON ATTENDING ma anche, nel primo caso, inserire la data in agenda per non diment…

Considerazioni finali

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Sono stata rimproverata da alcuni di essere stata troppo negativa in questi giorni. Non mi sembra proprio, altrimenti sarei fuggita subito :-) Ad ogni modo prendo atto anche se le critiche mi vengono spesso mosse da chi, nella vita, si è allontanato da casa, al massimo, per andare al supermercato.
Purtroppo la mia permanenza in America, e soprattutto a New York, non è servita a trasformarmi nella donna media locale che non si sbilancia mai e dispensa how exciting senza senso salvo pensare esattamente il contrario di quello che dice. Io talvolta pecco di franchezza ma ovviamente quello che scrivo sono solo le mie impressioni e non la verità assoluta. Una poesia o un brano musicale possono emozionare alcuni e fare la palla ad altri.  E così un film ma anche una città dove, a breve, rimodellerò la mia vita e quella della mia famiglia dopo già due cambiamenti, molto più nelle mie corde, nel corso degli ultimi tre anni e mezzo. Credo di avere il diritto, per lo meno, di utilizzare la scrittura p…