Il sogno

Ieri notte ho fatto un sogno lungo, articolato e senza senso che rende bene l'idea di quanto sia confusa, inconsciamente, la mia testa.

Sono a Taipei ma la casa è quella di Milano. Dalla finestra vedo che rubano il mio scooter nero (ex scooter che ora appartiene a Carlo). Appare la mamma di Iduzzo (ospite in questi giorni a Taipei) che mi dice di aver visto il ladro ma di non essere intervenuta perchè avevo lasciato le chiavi nel cruscotto e quindi peggio per me (conoscendola credo che, in una situazione del genere, come minimo sarebbe saltata in braccio al malandrino azzannandolo alla gola ma così voleva il sogno). Mi altero e mi dispero. Mi chiamano due poliziotti taiwanesi che mi dicono di sapere dove sia e mi danno l'indirizzo perchè me lo vada a riprendere (logico).

Salgo in macchina con Iduzzo e ci avviamo verso il posto indicato. A questo punto, siamo davvero a Taipei fino a quando arriviamo, con nostra grande sorpresa, in una zona bellissima della città, che però è Kensington a Londra, con i palazzi tutti stranamente rosa. 

Ci fermiamo a chiedere indicazioni a due ragazze caucasiche che chiacchierano in un giardinetto. Sono italiane e mi confessano di essere state mandate a Taipei, per sbaglio, dodici anni prima per l'Erasmus. Sarebbero dovute andare a Delft, in Olanda. Ma sono molto serene e mi consigliano un parrucchiere nelle vicinanze.
Da Antonio, l'hair-stylist (colpa di Ciotto che me ne ha parlato ieri su skype) incontro Elena, una mia amica di Ginevra, con il marito Franco (mi ha fatto piacere rivederli anche se solo in sogno).
Dopo lo shampoo, ci rimettiamo in strada, smadonnando contro il traffico (l'unico frammento onirico con qualche parvenza di realtà) e arriviamo finalmente a destinazione.
In un campo da tennis, ci viene incontro un gruppetto armato di mazze da baseball. Sono i ladri. Siamo prossimi alla collutazione quando riconosco, fra di loro, due speaker di Radio Due (radio che ascolto sempre a casa). Li saluto e loro, sorridendomi, si scusano dei modi aggressivi. Mi invitano all'interno di un capannone dove ci sono gli studi di Radio Due Taiwan (e come no ?). In una saletta tutta foderata di rosso (colore dominante in questo periodo a Taipei) riconosco il mio scooter. Scusa se te lo abbiamo rubato. Ma sai, c'erano le chiavi dentro.

Attendo interpretazioni.

Commenti

  1. Oddio!! Peccato che Sigmund è morto. Lo faresti felice. Ma se posso azzardare, il tuo cervello tenta di sopravvivere al gran casino di input a cui è sottoposto. Fai bene ad andare in vacanza!

    RispondiElimina
  2. ma non è che parlando sempre di cibarie e bevendo paratrielina il sonno diventa gravoso??? forse un po' di pollo oppure pollo oppure pollo con pepsi(che schfio) possono depurarti! Il desiderio di evadere dai madorlati è forte. Pensami che due giorni fa mi sono cotto delle zucchine, ma le ho dimenticate e ho fatto dei pezzi di carbone puzzolenti per tutta la casa e credo che il ....profumo sia arrivato in Israele a pochi chilometri da qui. Ma continua a esplorare fin che ce la fai, in fondo è bello. Ma non parli più di Ming Tai???
    salutoni
    G

    RispondiElimina
  3. Deduco che tu sia tornato in quel della Giordania. Beato te che almeno le zucchine le trovi ! Noi siamo rientrati da tre giorni a Hong Kong senza pupo. Parlerò di lui prossimamente. bacio

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari