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Visualizzazione dei post da 2015

Halloween archiviato

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Halloween is festeggia anche qui e di brutto :-) Per noi è stata la seconda volta. La prima, un anno fa, quando, a Montreal, abbiamo passato un intero pomeriggio ad aprire la porta di casa per distribuire caramelle e schifezze varie ai bambini del quartiere. Poi, ai primi sintomi di broncopolmonite per il freddo e all'apparizione di individui che ti bussavano per un lecca lecca quando avrebbero potuto farsi già una birra, abbiamo spento tutto e messo fine ai festeggiamenti.
Quest'anno, invece, mi sono fatta furba e, complice anche il fatto di vivere in un appartamento e non più in una casa, ho appositamente evitato di lasciare qualunque segnale, zucca o scheletro, sulla porta che potesse attirare i bambini degli altri piani.
Ho anche ignorato la lista "Trick or treat" appesa in ascensore con il piano e l'appartamento di inquilini molto migliori di me che si sono invece prestati al gioco, anche
se, in molti, hanno precisato che avrebbero lasciato i dolcetti in un cont…

UWS e dintorni

Ogni tanto un po' di nostalgia si fa sentire. Faccio finta di niente, mi tappo le orecchie, urlo "la,la,la" a squarciagola, mangio ma appena mi distraggo un attimo, lei è lì che mi aspetta al varco. E stamattina mi ha beccato poi è arrivato il "magone" a cui è seguito il groppone in gola che però ho opportunamente gestito prima di cedere ai lacrimoni perché no, dai, almeno un po' di dignità. Ma le risate e la complicità di un gruppo di mamme davanti alla scuola di Tom mi hanno inevitabilmente riportato indietro nel tempo quando, a Montreal, anch'io, la mattina, cazzeggiavo con le mie amiche prima di affrontare una nuova giornata. Quel chiacchiericcio davanti ad un caffè, quello scambio banale di battute o di pettegolezzi ma anche, talvolta, gli sfoghi e le confidenze mi mancano molto.
È solo una questione di tempo, come mi sento ripetere spesso da un team di esperti che non si sono mai allontanati dalla clinica dove sono nati, ormai, nel secolo scorso e po…

Scatti in giro

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Nuiok è sorprendentemente fotogenica. Eppure circolano così poche immagini.  Come mai ?:-) Scherzi a parte, qui sotto qualche scatto che mi permetto anch'io, nel mio piccolo, durante i miei giri a zonzo per quella che è, lo confermo, una città davvero unica ed emozionante nelle architetture, nei colori e nella gente ... che ho difficoltà a fotografare perché urge zoom.


La scuola

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Pensavate di esservi liberati di me. E invece no, incredibilmente ancora qui a Nuiok e superstite da un'estate in cui ho diretto ed organizzato il summer camp dei miei figli e da un "break" mediorientale di tre settimane in una Tel Aviv infuocata (mi riferisco al tempo), ho finalmente iniziato la scuola. 
Per essere precisi, in classe ci stanno Matteo e Tommaso ma tutta la dinamica di andate e ritorni, inserimenti, pianti, uniformi, è gestita come sempre dalla sottoscritta.
Non so, devo avere sbagliato qualcosa. E' opinione consolidata che la mamma a tempo pieno viva uno stato di beatitudine perenne, indossi twin set impeccabili, trascorra ore dal parrucchiere e dalla manicure, chiacchieri con le amiche al caffè, giochi a tennis e, tra le altre cose, si occupi anche dei figli. Come mai, allora, io no ? Sempre in jeans e maglietta, capello corto così meno impegno, mani e piedi molto spesso fai da te, zero caffè perché, tanto, zero amiche ed in perenne movimento ?

Ma proc…
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Credo che l'autore di questo articolo comparso su Time Out si sia ispirato proprio alla sottoscritta. 

Cliccate qui sotto :
http://www.timeout.com/newyork/blog/22-things-that-only-new-new-yorkers-do

Fairway o shortway ?

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Diciamolo. La vita qui a Nuiok è, da un punto di vista organizzativo, un tantino diversa da quella che avevo a Montreal. L'assenza di macchina, scuola e babysitter rallentano di brutto la mia consueta tabella di marcia per cui un evento come quello di ieri, l'approdo in un vero supermercato, ha dell'incredibile.

Era da dieci giorni che provavo a percorrere quegli undici blocks che mi separavano da Fairway, il supermercato per eccellenza dell'Upper West Side dove, a quanto pare, se non fai la spesa, non meriti di esistere.
Io, in realtà, ne ho anche uno comodo sotto casa che, però, ha i corridoi così stretti da incastrarmi regolarmente con il passeggino rallentando, così, il movimento dei miei nuovi concittadini famosi per un livello di pazienza decisamente inferiore a quello del milanese medio.

Per raggiungere Fairway con i nani sono ricorsa ad uno stratagemma che mi è costato due ore di visita a dinosauri e animali vari del National History Museum, sulla 79ma strada, per…

Primi passi

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Viviamo al settimo piano di un edificio vetusto o, prewar, come si dice da queste parti nell'Upper West Side, quella fetta di Manhattan stretta fra, sulla destra, Central ParK e, sulla sinistra, il fiume Hudson.
Una parte dell'appartamento è molto luminosa e si affaccia sulla strada, l'altra, invece, è rivolta verso un cavedio interno, un meraviglioso muro di mattoni rossi, e quindi buia ma, per fortuna, hanno inventato la luce elettrica e le lampade.

Abbiamo optato per una soluzione più tradizionale dopo aver constatato che appartamenti di nuova generazione, magari, si, erano più luminosi e con una vista più significativa sulla città ma, in compenso, avremmo dovuto dormire in quattro nello stesso letto per questioni di spazio.
Tutto sommato, anche se la mia casa di Montreal mi manca da morire e quando ci penso il mio cuore si ritorce e mi viene un groppone in gola, non mi dispiace essere tornata ad una vita ad un piano senza dover salire e scendere le scale cinquemila volte …

Nuiok. Preludio

Non saprei davvero da dove cominciare. Domani è una settimana dal nostro approdo a Nuiok.
Sulla carta, ed è il terzo che racconto su questo blog, sarebbe dovuto essere quello, forse, più facile.  In fondo ci siamo spostati di qualche chilometro con, come destinazione, una delle città più intriganti al mondo se non, forse, la più intrigante. Ho riscoperto tante amicizie che, assenti dalla mia vita per anni, guarda un po', si sono rifatte proprio vive in questo momento motivate, a quanto pare, da un irrefrenabile desiderio di venirmi a trovare.
Bene, per me questo trasferimento è stato, e lo è tuttora, il più difficile dei tre. Lo è perché mi sono lasciata alle spalle una vita che adoravo, una casa meravigliosa, ma soprattutto delle persone fantastiche che sono diventate, presto, la mia famiglia ed uno straordinario punto di riferimento e di appoggio. Ora per chi, come me, cambia residenza, in media, ogni tre anni, non è semplice raggiungere un tale equilibrio, rimettersi in pista, …

Comunicazione

Colgo l'occasione per segnalare, a chi ancora non lo conoscesse tipo Lady Ariberth, il sito www.amichedifuso.com, che raccoglie le storie di tante esuli come me nei posti più svariati del mondo, e dove sono state così carine da pubblicare un mio breve contributo che potete leggere cliccando qui sotto :

http://www.amichedifuso.com/2015/06/01/da-montreal-quasi-new-york-anna/

Thank you !




Tic, tac

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No, non sono scappata. Anche se la fuga, in solitudine, verso una meta tropicale mi ha spesso tentato ultimamente, qualunque azione che implichi troppo movimento mi fa già fatica a prescindere. La mia vera evasione sarebbe, in questi giorni di agitazione crescente, quella di chiudermi in casa a non fare nulla, limitando i miei spostamenti dal divano (riposo) al frigo (nutrimento). 

Tic,tac, tic,tac, è iniziato infatti il conto alla rovescia al trasferimento definitivo a Nuiok, come dicono i miei figli, previsto per i primi di luglio, e le mie giornate, da qualche mese a questa parte, hanno subito una decisa accelerazione, cosa che mi lascia abbastanza stremata la sera quando, invece di scrivere, collasso davanti a Peter Mansbridge, attempato ma rassicurante anchorman del notiziario della Cbc, la CNN canadese. 
Il mio cervello proprio non ce la fa a scomodare congiunzioni e preposizioni per comporre frasi di senso compiuto da infilare in un nuovo post. Mi esprimerei molto più volentieri …

The discovery trip - con i nani

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Sarò sincera, espressione che di solito non amo perché bisognerebbe darlo per scontato anche se a volte una piccola bugia innocua è molto più comoda, e vi dico che la settimana appena trascorsa a New York è stata da incubo. Se il buongiorno si vede dal mattino, con una partenza così rocambolesca non si poteva sperare in meglio.

Cominciamo dai bambini a cui do un 10 per la pazienza, l'entusiasmo e l'energia che hanno dimostrato in ogni frangente, dal Disney Store ai giri per cercare casa e scuola sotto la neve, ma che restano sempre e comunque dei bambini e quindi di difficile gestione, in gran parte da sola, in una città, certo, elettrizzante, vivace e stimolante ma anche profondamente incasinata. Ho anche cercato, su internet, un paio di quei siti sui quali finti genitori o genitori che, in realtà, non escono mai con i figli dispensano consigli su come intrattenere i bambini nella Grande Mela, ma la verità è che se si hanno degli infanti sotto i 5 anni, a New York è meglio non …

The Discovery trip - Day 1

Possiamo affermare senza indugio alcuno che quella che, in expatese, si chiama "Discovery trip" a New York non sia iniziata nel migliore dei modi.

Domenica quattro ore in aereoporto in balia degli annunci "perditempo" di Air Canada che, per l'occasione, aveva rispolverato uno dei suoi dipendenti più anziani, un buontempone che cercava di smorzare la frustrazione ed il nervosismo dilagante, con un senso dell'umorismo davvero scarso.  Frustrazione perché non poter volare per un'inattesa tempesta di neve su New York ha, per il canadese medio, davvero dell'incredibile se non della sfiga vera e propria. Ad ogni modo, all'annuncio della cancellazione del volo, il passeggero che l'ha presa peggio di tutti avrà avuto all'incirca 5 anni e pare che fosse mio figlio Matteo. Sdraiato per terra, ululava sconsolato lui che da una settimana guardava a questo viaggio come io guarderei ad una settimana su di un'isola deserta in un mare tropicale da s…

Il parcheggio

Sabato pomeriggio sono scesi i lacrimoni quando ho intravisto la tirapiedi dell'agenzia immobiliare infilare il cartello house for sale nella neve davanti a casa.
Dai smettila continuavo a ripetermi, cercando di vincere l'impulso di uscire e buttarlo giù e di pensare, invece, alla causa di quel pianto dignitoso ma inarrestabile.
Come mai, infatti, mi pesa così tanto lasciare questo posto dove, alla fine, sono rimasta molto meno che in altri ?

Bene, io credo che nulla come la metafora del parcheggio sia più indicata per spiegare quella matassa di sensazioni assolutamente contrastanti (dall'entusiasmo alla tristezza infinita) in cui mi trovo inviluppata da qualche settimana. 
Spiego : è come se dopo aver girato per ore alla ricerca di un parcheggio (come succede spesso a Milano in zona C) finalmente lo trovassi, magari anche un po' stretto, spegnessi il motore, togliessi la cintura, prendessi la borsa, tirassi un sospiro di sollievo, abbozzassi un sorriso e organizzassi il r…

Next stop : New York City

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Me lo sentivo. Un presentimento che già un anno fa cercavo di cacciare dalla testa mentre evitavo appositamente di svuotare alcuni scatoloni perché non si sa mai, e se ce ne andassimo di nuovo ?  Lenzuola, asciugamani, giacche e scarpe che sono rimaste, fino ad oggi, in letargo nella naftalina taiwanese.
Poi un sogno da cui mi ero risvegliata con i brividi : ci avevano spedito a Mosca !

Bene, è successo, non è Mosca, ma una città degli Stati Uniti di cui forse avrete sentito parlare che si chiama New York, ha un grande parco e ci hanno ucciso John Lennon.
"New York, andate a New York ? Ma è fantastico, davvero, eccezionale, chiaro un nuovo spostamento ma ne vale assolutamente la pena, non si può certo dire no a New York, non avrete mica esitato, quando vi trasferite ?" mi sono sentita ripetere da amici e parenti improvvisamente eccitati dopo aver scosso la testa a Taipei e abbozzato a Montreal. Ovviamente un incoraggiamento motivato da puro sostegno e partecipazione senza alcun…

Winter is ...

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A Montreal, d'inverno, si parla essenzialmente di due cose, del freddo e di hockey.
Ma di hockey se ne parla tutto l'anno e, francamente, rimane uno sport che non è riuscito ancora a conquistare il mio entusiasmo. Il freddo e la neve rappresentano invece, per almeno, tre o quattro mesi, la mia sfida quotidiana dal momento in cui apro la porta di casa al mattino a quando rientro, sfinita, la sera.

Negli ultimi giorni, la temperatura è scesa ampiamente sotto lo zero, regalandoci delle giornate con -20 gradi in cui se la permanenza all'esterno supera i dieci minuti, senti, a partire dal naso, diverse parti del corpo creparsi come un iceberg.
Per fortuna esiste l'auto riscaldata in cui trascorro buona parte delle mie giornate tanto che, forse, un giorno quasi quasi l'arrederò. Tuttavia, il trasferimento dal caldo di casa a quello della macchina non è cosa semplicissima.
E in questi giorni da sola, Iduzzo via per lavoro, credo che mi abbiano sentito imprecare persino in Mes…

Come si cambia

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Un articolo di qualche giorno fa comparso sull'Huffington Post titolava così "4 ways living abroad change you ... Forever".


http://www.huffingtonpost.com/russell-v-j-ward/the-4-ways-living-abroad-changes-you-forever_b_6414222.html?utm_hp_ref=tw

Ho mollato quello che stavo facendo (l'ennesima lavatrice), l'ho letto e poi mi sono soffermata a riflettere, cosa di cui, a tratti, sono ancora capace. Vivere per diversi anni, ormai quasi dieci, all'estero mi ha davvero cambiata ? 
Credo di si.

Nonostante l'abito sia sempre lo stesso, jeans e All-star ormai usurate dai chilometri, la mia testa non è più quella di una volta, complice forse un inevitabile invecchiamento cerebrale, ma anche il fatto che io l'estero lo abbia "sposato" in tutti i sensi.
Più indipendente, spavalda e organizzata, nonostante la mia perenne permanenza "sopra le nuvole", ho imparato a contare su me stessa, sia da giovane donna spensierata che da mamma, e ad affrontare si…

Poesia

Da questa serata solitaria di pensieri e di riflessioni per quanto successo recentemente in Francia e per quello che, temo, succederà ancora, mi congedo con una poesia di Ungaretti:

Dormire
Vorrei imitare questo paese adagiato
nel suo camice di neve
(1917)

Notte

Bollettino natalizio

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Una delle ragioni, anzi la sola, per cui ho sempre detto di sopportare con dignità il rigoroso inverno canadese è la magia di un Natale con la neve o, come si dice, di un White Christmas.
Bene, quest'anno, nemmeno l'ombra di un fiocco e temperature di poco sopra allo zero che, ormai, qui si percepiscono come calde. +5 ? Wow it's warm today ! Davvero molto, ma molto deludente e, francamente, non sapevo con chi prendermela : con Santa che non aveva esaudito il mio unico desiderio o con il centro meterologico del Quebec che aveva cannato le previsioni ?

L'unico a fregarsi le mani è stato Iduzzo che, non appena scatta il +1, s'infila leggings neri termici, berretto e va a correre, o per lo meno così lui dice. Ormai non mi sembra più di vivere con un uomo bensì con un termometro vivente, ossessionato dalle condizioni climatiche locali. Ogni quarto d'ora vengo informata della temperatura attuale e se questa gli permetterà di sparire a sgambettare. E chissà dove, poi, v…