Appello


Questo è un appello al sole.
Io capisco che tu ti sia stufato di illuminare quest'isoletta dove, tanto, fanno di tutto per oscurarti e proteggersi da te. Auto con i vetri scuri, finestre con drappeggi rinascimentali, ombrelli e ombrellini, maglioni con le maniche lunghe in estate, bar e ristoranti nei seminterrati.
Non ti meritano e comprendo che tu abbia passato la palla alla pioggia : Pensaci tu. Io ho già un bel da fare a illuminare il resto del globo. Lavoro 24/7. Che si arrangino.

Ma in nome di quel pugno di stranieri sventurati che hanno avuto l'insana idea di venire a vivere qui, ti prego : tornaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ! Rivedi la tua posizione anche se comprensibilissima. Concedici almeno una o due ore di raggi caldi e di cielo azzurro (ma va bene anche velato). Poi, quando ce ne saremo andati, spegni tutto e lasciali bollire nel loro brodo (nel vero senso della parola).

Nessuna offesa per la pioggia che, fino al mio arrivo a Taipei, stimavo molto. Adoravo le giornate uggiose ed il profumo dell'asfalto bagnato. Ma è come mangiare per settimane, e mesi, una torta che ti piace. Alla fine, non ne puoi più. Ed io non ne posso più. Sole, pensaci tu.

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