Giovedì nero

La nostra strada ... per il momento
Ieri è stata una giornata no. Di quelle mie tipiche durante le fasi di adattamento ad un nuovo posto. Dovrei avere imparato a riconoscerle e quindi a gestirle ma, nulla, per usare un'espressione oxfordiana, le palle mi girano ugualmente.

Mi mancano le mie cose, i miei libri, il mio divano e le tazze da caffè. 
I nani sono entrambi raffreddati con nasi colanti che passo il mio tempo a soffiare, aspirare, pulire, incremare fra urla e strepiti.
L'unica casa che m'intrigava pare abbia intrigato altri prima di me e, last but not least, sono già stata rimbalzata da due pediatri : sorry we only accept newborn babies ... 
Il capitolo sanità, qui, richiederà una grande dose di pazienza secondo quanto dicono un po' tutti. Vedremo.
Una bottiglia di vino rosso, portata a casa da Iduzzo che, invece, ormai ha imparato a gestire le mie giornate "no" e sa che l'alcol è l'unico rimedio per evitargli una serata di lamenti, è servita a stemperare il mio sconforto di ieri.

Il fatto è che, se ci ripenso, l'approdo è stato, per molti versi, più facile a Taipei dove sono arrivata in una casa, tac, pronta, grande, in pieno centro. Se saltava una lampadina, bastava battere le mani e qualcuno si materializzava per cambiarla. Per qualunque necessità, qualcuno faceva le telefonate per me perché, poverina, lei non parla cinese e quindi così le semplifichiamo la vita. Insomma, il sedere nel burro.  
Qui, te lo scordi. Passo il mio tempo a "press 1 for, press 2 for...", a sentirmi dire : "I'm sorry this is not possible. Good luck."
Insomma, bentornati nel mondo reale. Per fortuna Montreal continua a stupirmi per il suo paesaggio urbano, per gli strepitosi colori degli alberi e per la varietà di facce che s'incontrano per strada. Oddio, sempre la stessa strada, perché, per il momento, non è che sia riuscita a muovermi molto. Cinquecento metri scarsi a piedi con i bambini mi prendono, di norma, un'ora e mezza e diversi metri cubi di fiato perso a ripetere sempre le stesse cose : "Matteo, dai, accelera. Matteo non camminare sul bordo della strada, Matteo non raccogliere i sassi, Si, Matteo, siamo quasi arrivati, Matteo, ancora una foglia poi basta, No, Matteo, non in braccio ... "

Ma il tempo è bello e insolitamente caldo per la stagione, con un cielo blu come non me lo ricordavo ormai più. 
Del resto era ovvio visto che, al nostro arrivo, ci siamo precipitati a comprare delle giacche pesanti ai nani, dopo tutto l'allarmismo generale : vedrai, che freddo. Here, guys, it gets very cold. Il vous faut des vetements pour la neisce "neige". Risultato : 20 gradi ad ottobre in quello che è uno degli autunni più caldi che si ricordino. 

Ma l'inverno arriverà presto e so che ci sarà poco da scherzare. Io lo combatterò bevendo come, del resto, è sempre stata tradizione a casa mia. Vero Lady Ariberth ?


Commenti

  1. Naturalmente intendevi dire "Bevendo tea"
    Vero?
    C.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tel Aviv. Il mio amore trasandato

Mesegavir

Shabbat shalom