Soirée

Martedì sera scorso prima uscita ufficiale senza nani. Anzi, a dire il vero, era la seconda ma la prima ha avuto una durata di 60 minuti scarsi per una pizza sotto casa. Questa, invece, ha superato le quattro ore e richiedeva tuxedo e cocktail dress. 

Al Marché Bonsecours, bellissimo edificio di metà ottocento, oggi luogo suggestivo per feste e ricevimenti, una fondazione molto famosa in città per l'attività di sostegno economico a giovani start up, celebrava se stessa e assegnava premi a nuove promesse dell'imprenditoria locale.

Tra i membri del consiglio di fondazione c'è anche il boss di Iduzzo da cui l'invito esteso anche a noi.

Ripulitami da tracce di saliva, yoghurt e latte, mi sono preparata per l'evento davanti allo sguardo esterrefatto di Ming che non si capacitava del mio travestimento e di quello del padre che, per la prima volta in vita sua, cercava di capire come chiudere in vita la fascia elastica nera dello smoking, simile a quella che portavo io post gravidanza. Goffo lui e goffa io, siamo comunque usciti fra gli "uao" di Ming e di Lin, la babysitter.

Surgelati, fuori sempre quei gradevoli meno due gradi, siamo arrivati sur place e ci siamo buttati sull'alcol. Età media dei partecipanti, almeno trecento persone, decisamente alta e tutti di nero vestiti, sottoscritti compresi.
Poi le prime conversazioni con emeriti sconosciuti introdotti da altri sconosciuti e la prima sensazione di essere, comunque, diversi. E non tanto per il fatto di essere entrambi stranieri in un evento molto montrealese, quanto per avere uno scarto d'età di appena sei mesi e non di venti o trent'anni come quasi tutte le coppie con cui abbiamo passato la serata. 
Uomini ormai sul viale del tramonto sposati a ragazze (concedetemelo) della mia età se non più giovani che, dal parrucchiere, avevano probabilmente speso quanto il mio budget per vestirmi da capo a piedi. Insomma il modello Pascale è molto trendy anche qui e, stranamente, il portafoglio dei mariti altrettanto ben foderato.
E così ho conosciuto il re della birra locale più signora e altri personaggi, chi più famoso e chi meno. 

A tavola ciò che ho gustato di più non è stato tanto il menù curato da uno chef francese che, però, deve avere sbagliato le dosi perché assolutamente insufficienti a sfamare un individuo mediamente affamato, quanto il tipo di conversazioni.

Alla mia sinistra avevo Iduzzo e un gruppo di anziani fra cui uno che si è presentato così : "in Japan I am considered the inventor of the compact disc" (eccome no !), alla mia destra le mogli di codesti "nonni", tutte con bimbi più meno dell'età di Ming e di Tommaso e residenti nel quartiere anglofono della città dove dovremmo trasferirci noi fra una decina di giorni.
"Wow, this is so great. We're gonna be neighbours ! We can arrange some playdates or fun activities with the kids!". Ma anche no, pensavo, mentre mi sembrava di essere proiettata in un episodio di Desperate Housewifes.
"Wow, you are Italian. We love Italy ... the food, the culture ... you know (e sguardo da cerbiatta al marito) we got married in Italy. Where was it ? Some place in Tuscany, Tuschena, Tuscana ...
Giuro che ancora non mi era capitato di trovare la coppia americana, con nessuna radice in Italia, che avesse deciso di convolare a nozze proprio lì e, tra l'altro, senza alcuna difficoltà burocratica. " No, they were great. There was a little office and they took care of everything."
No, mi fa piacere visto che io, da italiana, per sposarmi l'israeliano ho dovuto scontrarmi con mille ostacoli burocratici. E forse ... ma ormai è troppo tardi.

Poi tanti discorsi sulle scuole di "Maple Lane" che sono sempre le stesse e tanto ma tanto gossip perché si sa tutto di tutti. Sono tutti incrociati, lei è andata a scuola con lui che è il fratello di quell'altro che è l'ex marito della socia di quella che è la sorella del cugino di quell'altro.

E allora scopri con estremo piacere che uno dei tanti tarlucchi con cui ho a che fare in questo momento è amico di almeno tre delle persone che sono sedute a tavola con te : "Ah yes, D. is a very good guy. My wife was in school with him" "Really ? D. is my husband's best friend. He's great"
No, he's not. E' un idiota disonesto ma magari glielo dirò la prossima volta.

Ma proprio zitta fino in fondo non sono riuscita a rimanere. E interpellata sull'argomento "guilty feelings" delle "active mothers" quando per "active mother", non si intende, attenzione, la madre che lavora o quella che sgobba in casa e si occupa dei figli ma la sciura con la schiava fissa che esce per fare "yoga o pilates classes", "arts classes", "tennis" e che a casa non ci sta mai, ho detto che mi sarebbe piaciuto molto provarli ma che, francamente, con tutto quello che faccio durante il giorno, non mi sento affatto "guilty".

Secondo me non hanno proprio capito di che cosa stessi parlando.

Ho comunque tolto il disturbo subito dopo la votazione per premiare la giovane azienda più promettente del prossimo anno. Tre i candidati : due ragazzi che hanno un laboratorio dove realizzano e testano prototipi, un gruppo che ha creato l'ennesimo inutile social forum su internet e una russa che decora, a mio parere in modo orrendo, agende e prodotti di cartoleria. A prescindere dal fatto che se queste sono le migliori proposte imprenditoriali sulla scena locale, aiuto, io ho votato per i prototipi. Secondo voi, le sciure ? ...




Commenti

  1. Come sempre sei molto efficace nei tuoi racconti, e anche spiritosa. Ti voglio rassicurare che nelle soap( leggi Beautiful) succede che vengano in Italia a sposarsi. Ma pensavo che fosse perché ,nella fattispecie, la regione Puglia si fosse sponsorizzata! Ciao! Anna C.

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    1. Si vede che la West Coast va in Puglia e la East Coast in Toscana :-) ciao !

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  2. Le sciure: la russa! (spero non il social forum).
    C.

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    1. Esatto ! Di social forum non ne hanno bisogno. Basta il loro entourage !

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