Italy, Italy

Popolarità in netta ascesa all'asilo. Come per magia quasi tutte le sciure si sono accorte della mia provenienza geografica che, nonostante tutto, ha per molti sempre un che di estremamente fascinoso. 'Are u from Italy ??''Yes''You mean Italy, Italy ?'
E quale altra Italy potrei 'mean'? Si, quella originale, non quella 'Little' o 'Petite' come si dice da queste parti, ma quella Big, Regular. Insomma the classic one ...

'Wow, I love Italy' mi ha detto una tipa, 'I have a dear friend who lives there ... don't remember where exactly though ... can you tell me the name of some cities over there ?''Ma, d'accordo che non siamo grandi quanto il Canada, ma di città ce ne sono parecchie. Un indizio ?''There is a river, if I remember.'
Ho cambiato discorso perché, se per un caso fortuito, si fosse trattato di Roma o di Firenze, credo che le avrei tirato un pugno.

Poi c'è tutto il gruppo di quelle che, no, in Italia non ci sono ancora state ma stanno prendendo lezione di italiano.
'We love the language. Beautiful. Bello, bello. Ciao bambino ... etc etc.' L'altro giorno, una mamma russa, che credo faccia parte delle cento donne meno socievoli del mondo, mi ha fissato con i suoi occhi di ghiaccio 'Are you speaking Italian ?', cosa che se anche non fosse stata vera, avrei comunque confermato per assecondarla,'Yes''I know one word' e mi biascica un 'cipollino''Da,da, "cipollino". You call babies "cipollini" e poi, nel suo inglese incomprensibile, mi offre tutta una spiegazione che, ahimè, non capisco. Poco importa. Annuisco come una cretina e le dico 'Yes, of course. Cipollino, cipollino.'

E così trascorro gran parte del mio tempo, nei negozi, al supermercato, per strada, a rispondere a sconosciuti che mi fermano 'Are you Italian ? Really ? ... I miei nonni sono italiani ma io non ci sono mai stato, io sono mezzo italiano e mezzo irlandese. Abbiamo la casa al mare a Lecce (comodissimo !), Sono italiana anch'io. Nata a Sidney, però, e poi a Montreal da quando ho un anno etc etc' 
Confessioni di "compatrioti" che, spesso, mi vengono fatte nel loro "italiano", reso ancora più incomprensibile da un fortissimo accento siciliano, pugliese o calabrese perché cresciuti, fuori dall'Italia, ma in famiglie che proprio da quelle splendide regioni sono emigrate nel dopoguerra e che l'accento se lo sono portato nelle loro valigie legate con lo spago.

Un'amica a Milano ce l'ha persino la Sfinge, ossia l'alter ego di Abercrombie (ve la ricordate ?) qui a Montreal. 
La Sfinge è una stangona sempre perfettamente pettinata e truccata (sospetto che conviva con il suo coiffeur perché altrimenti non si spiega) e mamma di Olivia, una bimba bionda insopportabile che, quando vedo, mi rammenta l'estrema fortuna che ho di avere due maschi. Lei è esattamente come io non vorrei mai che mia figlia fosse. Lei è, del resto, uguale a sua madre, che , al mattino, s'impone una semplice regola : non salutare mai nessuno in nessuna circostanza. 

Abercrombie, però, mi ha insegnato due o tre cose in proposito e così, invece di provare l'irrefrenabile impulso di metterle una mano nei capelli e disfarle la piega, la ignoro completamente.
Cosa succede però ? Che le voci circolano e così, venerdì scorso, ci ritroviamo io e lei al parent-teacher day, in attesa, per l'appunto, di discutere di banalità con la maestra dei nostri figli. Non la degno di uno sguardo e mi dedico alla lettura del giornale con un'ottima tazza di caffè caldo in mano.
Tuttavia, comincio a sentire quella tipica vibrazione dell'aria quando sai che qualcuno sta per rompere il silenzio e parlarti.
Tre, due, uno : 'You are Matteo's mom, right ?' 
Alzo gli occhi e la guardo con stupore. Stai parlando con me ? Sei sicura ? Non stai bene oggi ? E le rilancio un secco 'Yes'. Adesso ti faccio morire, Sfinge. 
'I'm Olivia's mom. They are in the same class. They play a lot together.' Ebbravo Matteo. In fatto di donne non capisci ancora un emerito tubo.
'You're from Italy, right?''Yes, Milan'
'Cool, I have a good friend who lives there. I love Italy !'. Ma dai ? E allora, se proprio vuoi, te la racconto tutta la storia, che no non veniamo da Milano, ma da Taiwan e bla bla bla. 
Incasso tutta una serie di 'cool' e 'so cool'e poi la perla. Mi confessa che è sorpresa che Olivia giochi più con i maschi che con le femmine. ' You know, she is so funny ... there is a girl who wants to be her friend but the other day she told me 'Mom, i don't like her. She is so annoying !'. I wonder where she's got that from ? My little funny girl ...'
'She's got it from you, rimba' vorrei risponderle, ma incasso e mi rimetto a leggere il giornale. La Sfinge, intanto, mi saluta e se ne va a discutere della simpatia di sua figlia con la maestra.
Ora, uno cosa pensa ? Mi ha parlato lei, ha fatto tutto lei, non ha taciuto un secondo. Se mai ci rincontreremo uno straccio di saluto me lo farà, no ? Ma manco per sogno. Soffrirà anche di alzheimer precoce ma ci siamo riviste in settimana e, di nuovo, mutismo e messa in piega. Cosa dire ? La adoro e, ovviamente, entra di diritto nel cast di qui[nonè]taipei.

Commenti

  1. Parrucchiere, estetista e ... psichiatra?

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  2. Oh mamma...che problemi ha questa donna???

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  3. beh, dai, un tipo così tutto sommato ricorda certe mamme milanesi. Così non perdi l'abitudine.

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