L'acquerello

Manca poco più di una settimana al nostro congedo da Taipei ma i libri sono ancora sugli scaffali e i vestiti nei cassetti. 
In compenso, mi sono tagliata anch'io i capelli per salutare cosi Selina, la mia parrucchiera di fiducia, che mi ha lasciato con un suggerimento : " Anna you must find a chinese hairdresser in Canada because your hair is a bit Asian and needs to be dealt with by an expert"
Ma dai ? In effetti mi sembrava che non si arricciassero più così tanto con l'umidità. Darwin sarebbe molto eccitato dalla cosa. Dopo la dentatura definita dal mio dentista "more Asian than Caucasian", adesso i capelli. Ho paura di quello che potrebbe dirmi un oculista.

Per il momento mi sono limitata a rendere visita ad un ottico. Si, perché nella famosa lista delle cose da  fare, la priorità è stata data ad un nuovo paio di occhiali, che peraltro porto pochissimo, e ad incorniciare l'acquerello gigante su pergamena del nonno di Neo, il building manager del nostro palazzo.
Un paio di giorni fa ha fermato Iduzzo e, visibilmente commosso, gli ha consegnato uno dei tre mega acquerelli che suo nonno gli ha lasciato quando è morto : "i want you to have one because you we're always very kind to me and you had trust in my capabilities ..." 
Sorpreso ma lusingato, Iduzzo ha comunque cercato di fargli cambiare idea perché non si privasse di un oggetto così significativo solo per avergli detto, quando ancora era addetto a smistare il traffico all'entrata del garage, che avrebbe potuto essere promosso alla reception. 
E così, in effetti, è stato, diventando addirittura building manager. Bravo ma soprattutto molto carino e gentile, qualità che abbiamo sempre apprezzato in lui. A maggior ragione ora che ha avuto un pensiero così commovente nei nostri confronti.
E allora il minimo che potevamo fare era farlo incorniciare dal nostro omino di fiducia a cui Iduzzo ha fatto incorniciare un po' tutto negli ultimi due anni, preso da un raptus inspiegabile che spero si plachi in Canada. 
Diplomi, locandine, menù di ristoranti, cartoline, certificati di nascita e chi più ne ha, più ne metta, sono stati incastrati all'interno di profili multicolori di ogni materiale e spessore. 

L'acquerello di Neo, un paesaggio montuoso con cascata che a me mette addosso parecchia angoscia ma che, in realtà, dovrebbe proprio ispirare il contrario, pace e serenità, sarà l'ultimo pezzo della collezione. O almeno così pare. Perché qui continua la serie di omaggi da parte di conoscenti e amici, il che non esclude che, a poche ore dal trasloco, Iduzzo non faccia un ultimo salto dal corniciaio. Intanto i libri sono sempre li, sugli scaffali.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tel Aviv. Il mio amore trasandato

Diamoci un taglio

Non è uno scherzo