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Visualizzazione dei post da Agosto, 2014

Lavori in corso

Negli ultimi due giorni, invece di occuparmi di cose serie tipo completare i formulari d'iscrizione al kindergaten per Ming, mi sto "dilettando" a modificare la veste grafica del blogghetto. Errore. Quando ieri sera mi sono ritrovata coinvolta in un forum di webdesigner che discutevano di codici html, solo perché vorrei allineare le immagini con il testo ma soprattutto non farle sbordare dalla cornice, ho capito che forse avrei dovuto arrendermi. Ma siccome sono testarda, è di nuovo sera e sono nuovamente alle prese con aspetti tecnici del blog. E ovviamente i formulari d'iscrizione sono tuttora incompleti.
Tutto ciò per avvisarvi che, se dovessero comparire cose strane o scomparirne altre, è perché, dall'altra parte, ci sono io che faccio casini.

Appunti di viaggio #2

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Di gente strana ne abbiamo incontrata anche in Nova Scotia dove siamo arrivati, in traghetto, dall'isola di Prince Edward. Paesaggio più selvaggio e suggestivo della precedente, soprattutto nella parte nord che, poi, è, di per se un'isola, Cape Breton, dove la strada costiera solletica highlands a picco nell'oceano.




Oltre a Wesley del whale watching tour, ci siamo imbattuti in altrettanti tipi ruspanti, ma cordiali nonostante un accento da brivido, un mix inquietante di inglese, scozzese ed irlandese. A differenza del Quebec orientale, da Quebec city alla Gaspesie dove prevale il "francese" e al tuo "desolé" ti rispondono "c'est correct" (dall'inglese it's alright), cosa che mi ha disorientato un paio di volte (Matteo si era chiuso dietro la porta della stanza d'albergo con la chiave all'interno. Alla reception, mi sono scusata e la signora mi ha sorriso, ripetendo diverse volte "c'est correct". No, non è corre…

Appunti di viaggio #1

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Rientrati a Montreal da quasi una settimana, mi sono ripromessa di organizzare i miei appunti di viaggio ma il tempo è scarso. Li butto lì un po' a caso ma, spero, con qualche foto, di dare un'idea complessiva del nostro viaggio. Cinquemila chilometri di verde, di oceano e di aragoste. Spazi sconfinati in cui i giardini delle case sono mediamente grandi come il Parco Sempione. Gente non tranquilla, di più, gentile, semplice e pulita.



Note su Prince Edward Island (quell'isoletta sull'Atlantico)
Credo che La P di P.E.I. (Prince Edward Island), la più piccola provincia canadese, stia anche per "precisi", "peso" e "people".

1."Precisi" perché, dal nostro approdo sull'isola, ho avuto la forte sensazione di trovarmi sul set del Truman show o a Paperopoli, dove i giardini delle case sono immensi prati curatissimi e tenuti, mi perdonino i filofrancesi, "all'inglese". Prati ovunque, anzi l'intera isola sembra solo un im…

Nota serale

PEI è la prima meta seria di questo roadtrip suggerito, in fondo, dal mio elettricista, amante delle aragoste e della buona cucina.
Per arrivare fino a qui ci abbiamo messo qualche giorno. Tappe di viaggio intermedie di cui avrei voluto raccontare ma mai che riesca nelle mie intenzioni. Ce l'ho fatta solo con le gravidanze perché aiutata da Madre Natura, altrimenti non avrei mai partorito.
Insomma non riesco a tenere un diario di viaggio aggiornato (mentre scrivo siamo già in Nova Scotia) ma cercherò di condividere momenti ed impressioni del nostro vagare per le regioni atlantiche del Canada, dove si mangia pesce e s'incontra gente gentile ma strana.

PEI e le foche

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Partiamo dall'episodio delle "foche", l'ultima perla esilarante della nostra terza giornata alla Prince Edward Island, conosciuta come P.E.I che si pronuncia "pi ai" proprio come il famoso Magnum.

Raggiungiamo nel pomeriggio la sonnolente Murray Harbour, sulla east coast dell'isola, e ci dirigiamo verso la parte nord dove, secondo la guida, dal Seal cove camping, lo dice la parola stessa, si possono avvistare delle foche spaparazzate su di un'isoletta non distante dalla costa.
La prospettiva di vedere le foche, nata come stimolo per i nani per sopportare l'ennesima trasferta in macchina, eccitava forse più noi che loro.
Entriamo in questo bellissimo campeggio dove sono parcheggiate le solite roulotte gigantesche, praticamente dei motel su ruote, e chiediamo ad una coppia seduta davanti ad uno di questi mostri : "Hi, have you seen the seals ?" chiede Iduzzo dal finestrino della macchina. Risposta : "We're sorry but we've just …