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Visualizzazione dei post da Maggio, 2012

Ming #4

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#4
Tempera su carta
Asilo Montessori (05.2012)
Ming (2010)

The artist

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#3
Tempera su carta (05.2012)
Asilo Montessori
Ming (2010)

A Ming non piace mettere le mutande ma, in compenso, adora dipingere su grandi tele. Questo è, in breve, il punto sul secondo ed ultimo incontro che abbiamo avuto con Melody, la sua maestra, e con la solita collega traduttrice.
Pazienza. Sarà un acclamato artista con i Pampers.

A quanto pare, ora, capisce il cinese molto bene e dice anche due o tre paroline, sicuramente più di quante ne dica in italiano o in ebraico, che però noi purtroppo non capiamo. In effetti, ogni tanto, lo sento accostare a Mamma o Babba (un miscuglio fra aba (papà in ebraico) e baba (papà in cinese), altri suoni sospetti : Secondo me è cinese, dico sempre a Iduzzo che mi guarda perplesso.

Spiando le foto di Ming che Melody ha suddiviso in diverse cartelle a seconda delle attività, ne abbiamo viste diverse in cui era in dolce compagnia. Girlfriend ? abbiamo chiesto. Yes, yes, ci ha risposto Melody sghignazzando. She loves Matteo vely much. Non abbiamo capito …

Riflessione

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Ci sono momenti in cui ti accorgi di aver toccato il fondo e che è ora di cambiare rotta. A me è successo qualche giorno fa, quando ho seriamente considerato di acquistare queste buste da Muji. Poi, per fortuna, qualcosa ha fatto "clic" nel mio cervello, forse quei pochi neuroni rimasti, e ho rimesso tutto a posto negli scaffali. Se voglio rinunciare alla cittadinanza italiana, deve essere una mia decisione, ma così, rischio solo che me la ritirino di forza.

Mazzolin di fiori

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Mazzo di fiori ricevuto per un'occasione di cui parlerò a breve.
L'originalità della composizione mi crea, però, qualche interrogativo. I Ferrero Rocher sono stati inseriti per essere poi mangiati o no ? le mele ? e l'orsacchiotto a cui punta Ming da giorni : No, Matteo non toccare. E' un mazzo di fiori. Mi guarda giustamente allibito. Bisogna innaffiarli i Ferrero Rocher ? Se avete suggerimenti ...

Arieccoci

Ieri sera sono quasi venuta alle mani con un giovane sbarbatello in scooter che mi ha tagliato la strada. Si è fermato e, ai miei ripetuti attacchi di clacson, ha reagito avvicinandosi al  finestrino e minacciando di chiamare la polizia. Il tutto solo per fare lo splendido con la tipa che si stava scarrozzando.
Bene, io l'avrei abbracciato. Avevo proprio bisogno di un'iniezione di rabbia e di un sano diverbio "Italian style". La giornata di ieri aveva, infatti, preso una brutta piega e l'avrei trascorsa volentieri spalmata sul divano a non fare nulla. Per fortuna, ho dovuto portare Ming in ufficio da Iduzzo e ho deciso di prendere la macchina. Per fortuna. Ora sto meglio.

Bene, detto questo, mi scuso per la latitanza ma ho approfittato di questa settimana per finire un romanzo avvincente ambientato nella Hong Kong del dopoguerra e, complice un nuovo ipad tutto mio, per vedermi la replica di qualche puntatone dei nostri celeberrimi talk show d'approfondimento o,…

Uffa

Oltre alla stanchezza cronica, si aggiunge, in questi giorni, una forma di acuta insofferenza asiatica. Succede. L'apice l'ho toccato sabato pomeriggio quando ho avuto la buona idea di portare Lady Ariberth a vedere il tanto decantato National Palace Museum, dove è conservato il preziosissimo bottino di capolavori d'arte imperiale cinese, messi in salvo, negli anni Trenta, durante un conflitto cino-giapponese, e poi spediti a Taiwan dai Nazionalisti di Chiang Kai Shek. All'ennesimo vasetto di porcellana, speravo con uno schiocco di dita di far comparire un Piero della Francesca. Non ne potevo più. Sono sicura che, agli occhi di un esperto in materia, la collezione possa togliere il respiro, ma a me ha provocato solo un immenso senso di noia. Se in parte ciò è dovuto alla mia grandissima ignoranza in materia, che tuttavia mi permette sonni tranquilli, una grande responsabiltà è anche di chi ha curato l'allestimento, sempre che qualcuno lo abbia curato. E la stessa sen…

Nota serale

A Taipei è arrivato lo stracaldo ed io accuso una stanchezza cronica. Tornerò a scrivere appena riesco a non appisolarmi nei miei rari momenti di pace. Potrebbe succedere anche domani. Notte

Nota vip

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La signorina con il vestito blu ed il cestino della frutta, di fianco ad Iduzzo, non vi dirà nulla. E invece qui è una superstar, la Pausini del Far East. Cantante, attrice e novella sposa di un collega di Iduzzo, che assomiglia ad un coniglio (il collega non Iduzzo). 
Ella Chen ed Alvin si sono sposati sabato scorso ed il loro matrimonio ha avuto la stessa copertura mediatica di quello di Totti ed Ilary ai tempi.
Purtroppo per loro io non c'ero perchè, questa volta, l'invito non era esteso ai partners e quindi Iduzzo ci è andato da solo.
Ho rosicato parecchio perchè avrei avuto dell'ottimo materiale per il mio blogghetto. Pazienza. Mi scaricherò uno degli hit di Ella, il brano Qiang Qiang, composto in omaggio al suo cagnetto defunto. Se siete curiosi, gughelate Ella Chen su internet.

Scatti in giro

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A zonzo

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Ma, è' già lunedi ? Il tempo vola. Ripercorro quindi all'indietro una settimana soleggiata trascorsa, essenzialmente, a fare la turista con Lady Ariberth che legge fino a notte fonda la guida di Taipei e poi m'interroga. Su suo suggerimento, sabato sera, abbiamo concluso una giornata nella zona di Zhongshan Road, lunghissimo viale alberato e leggendario shopping district della città prima che costruissero Xinyi, con il TaipeiEYE, uno spettacolo di un'oretta abbondante di tipiche performing arts cinesi come il circo e l'opera. Ma se lo spettacolo di acrobazie circensi è stato piacevole e, talvolta, sorprendente, dopo dieci minuti di opera cinese avrei fatto saltare in aria volentieri attori ed orchestra. Come si fà a reggere delle marionette umane che gracidano al suono di quella che sembra una batteria di pentole percosse con un mestolo ? Ho sempre creduto (diversi anni fa' ho assistito a Milano ad uno spettacolo analogo di tre ore) che la mia insofferenza fosse …