Sunday cold sunday

Hanno freddo anche loro
"We are winter" recita lo slogan dello spot della squadra canadese alle prossime olimpiadi di Sochi.
Davvero coinvolgente and "inspirational", me lo riguardo tutte le domeniche mattina quando, invece di spalmarmi un'oretta sul divano a leggere i miei giornali, mi ritrovo fuori in mezzo a distese innevate, ai bordi di un lago ghiacciato o in cima ad una pista per slitte. E per iniziativa di chi ? Dell'uomo del sud, di Iduzzo, che, probabilmente, dopo aver chiesto ed ottenuto la cittadinanza italiana, adesso mira anche a quella canadese. 

Per il momento abbiamo girato abbastanza la zona a nord-ovest di Montreal conosciuta come The Laurentians. Una manciata di paesini di legno collegati da un'unica strada, che parte da Montreal con tre corsie fino a diventare sempre più stretta, quasi un sentiero.

L'estensione del paesaggio canadese è davvero impressionante, soprattutto venendo da un posto, in Asia, dove prevale la densità.
E in questa stagione, predomina il bianco, dal cielo alla terra, che restituisce panorami molto suggestivi, rilassanti ed ordinati.


in piedi sul lago. speriamo il ghiaccio tenga

si diverte solo lui ...

sembra un campo di lavoro invernale ... lo è !
Insomma, invece di nasconderci a casa, in attesa del disgelo, stiamo affrontando il freddo con coraggio e dignità. Del resto, è quello che fanno i Montrealesi. Si divertono anche se rischiano l'ipotermia. Le strade sono sempre piene di gente che abbigliata come orsi bianchi non rinuncia ad un po' di shopping, ad un cinema o ad un ristorante. 
Tante sono le forme di intrattenimento organizzate proprio per spingere le famiglie ad uscire con slitte e slittini, a soffiarsi il naso un milione di volte, a fare degli scivoloni sul ghiaccio che lasciano poi dei lividi che, forse, se ne andranno in tempo per l'estate.
E allora ecco che domenica scorsa siamo andati alla Fête des Neiges, ospitata all'interno del Parc Jean-Drapeau che occupa l'isola di Notre-Dame e quella di Saint-Helene sul fiume San Lorenzo.
Nonostante la temperatura mite, -6 gradi, dopo una mezzora sotto la neve a tirare la slitta di Ming e a riempirmi di lividi sul sedere, ho implorato Iduzzo di riparare all'interno di uno dei tanti gazebo riscaldati dove tanti altri avevano avuto la mia stessa idea e si erano messi in coda per una cioccolata calda.

L'atmosfera era simile a quella di un girone dantesco. Se Dante fosse venuto in Canada avrebbe sicuramente inserito nella Divina Commedia il girone degli infreddoliti.
Gente accasciata per terra a soffiarsi sulle mani, bambini con nasi colanti tra l'addormentato e l'ibernato, pianti, liti per accaparrarsi un tavolino.
E allora mi sono detta : ma perché noi umani dobbiamo imporci tali sofferenze ? Sempre con questa fissazione di sfidare la Natura. No, ha vinto lei. Punto e basta. Fa un freddo polare, nevica e tira vento. Stiamo a casa. Persino gli orsi vanno in letargo.
Ho raccolto le mie cose, rivestito i nani e ordinato a Iduzzo di dirigersi verso la macchina.

Credo che abbia recepito il messaggio anche se stamattina si è lasciato sfuggire un : "se domani non nevicasse potremmo andare ..." No, tu potresti andare ma non dico dove.

Commenti

  1. Sei troppo forte! Comunque belle immagini anche dei nani e del gigante! Un abbraccio, tanto per riscaldarti. Anna C.

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  2. Grazie !! Ricambio anche perché qualche fiocco ve l'abbiamo soffiato anche lì ...

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