Prime impressioni

OProcediamo rapidi ma con ordine.
Prime impressioni sulla città. Posso avvalermi della facoltà di non rispondere ? 
Diciamo che mi sembra di avere schiacciato rewind e di ritrovarmi nella simpatica ed unica cornice urbana di Taipei, un mélange di orrori architetturali mischiati ad avveniristiche grandiosità super moderne. Il tutto attraversato da ampie autostrade urbane che si estendono all'infinito. 
Aggiungeteci un cielo plumbeo da 72 ore, lo starnazzamento incomprensibile e l'odore perenne di brodo. Come mi mancava tutto ciò. Che fortunati che siamo a lasciare Nuiok. Oggi ho incenerito un bellimbusto che ci faceva da chaperon in una delle tante scuole che ho visto quando, commentando sull'inquinamento a Shanghai, ha osato dire : "Si magari l'aria è più pulita a Nuiok ma puzza con tutti gli odori e la spazzatura per strada." Chiaro esempio di come la qualità dell'aria di Shanghai abbia nefaste conseguenze sul cervello di certa gente. È lo stesso che, alla mia domanda : "Si trova bene qui in Cina ? Mi ha risposto : Si. Shanghai è, dopo tutto, the Paris of Asia and there are very good restaurants che equivale a dire di un cesso, sai è un tipo.

Insomma, sono un po' negativa e chiedo scusa ai miei amici che, invece, hanno a cuore questa città. Vi prometto che imparerò ad amarla ma per il momento il mio cervello non ce la fa a cambiare frequenza e, in più, ritorno da queste parti, con 40 pesanti anni sulle spalle, un bite notturno per non spaccarmi i denti, le lenti progressive e qualche capello bianco. E molto più insofferente che paziente e curiosa.

Per fortuna che c'è lui Dai Eric, anzi Eric Dai, un giovanotto locale molto gentile e paziente che ci sta scarrozzando in giro per la città. In lui ho ritrovato una cosa che, si, mi mancava ossia la cortesia ed il rispetto nei rapporti umani. Una boccata d'ossigeno rispetto a Nuiok dove, spesso, proprio non ce la fanno ad essere cordiali o sorridenti senza avere nulla in cambio.
Sorrido alle sue risposte ingenue e ad alcuni modi così buffi di fare tipo di darmi le distanze in "kilos" di ogni posto che vedo dall'ufficio di Ido. "Eric, this looks like a nice restaurant ! " e lui va immediatamente a verificare sul suo iPhone e poi : "Yes only 2 kilos from the office"
Oppure, quando gli chiedo che cosa siano dei mega edifici o complessi architettonici che incontriamo lungo la strada, mi risponde sempre : "This is new. Last yeal nothing yeal." Il poverino sopporta anche pazientemente i persistenti tentativi di Iduzzo di sputare fuori, cosa abbastanza comune da queste parti, quel poco di cinese che si ricorda. Poi secondo me deve commentare, in privato, con l'autista : Questo idiota non lo reggo più !"

Ad ogni modo, finora, abbiamo visitato quattro scuole ed un Carrefour dove siamo tornati agli scaffali "imported food" anche per quanto riguarda l'acqua gasata. Domani ci dedichiamo alle case. A quanto pare qui gli expat, ma non solo loro, vivono tutti in compound, dei ghetti protetti da mura di cinta, cancelli sovradimensionati ed entrate trionfali ovviamente kitsch. "Ma è così pericolosa la città ?" Ho chiesto. "No vely safe" ok sento che qualcosa mi sfugge. Ad ogni modo io al compound isolato dico già no anche se questo significherà tragitti più lunghi per accompagnare i bambini a scuola. Già perché le scuole internazionali, ed i loro stramaledetti campus, hanno bisogno di spazio e, come anche a Taipei, sono sempre collocate in culo ai lupi. La maggior parte delle famiglie, molto più scaltre e meno poetiche della sottoscritta, prendono casa nei paraggi e quindi in questi gruppi di edifici isolati dove se vuoi andare a farti un giro di negozi, non lo fai oppure prendi la macchina.
Un altro vantaggio è che conosci rapidamente anche altre famiglie nella tua stessa situazione e quindi la tua vita sociale è magari facilitata. Ma io dovessi mai semplificarmi la vita. Piuttosto da sola ma centrale, ad un tiro di schioppo da supermercato e coffee shop di fiducia.

Sonno permettendo, ancora non ci siamo rimessi dal fuso, e le palpebre diventano pesanti nei momenti meno opportuni, cerchiamo di uscire la sera. Ieri siamo rimasti nella zona di Xintiandi dove ho puntato un ristorante all'apparenza molto carino che, però, offriva un menù di cucina del Sichuan. Piatti a base di tutto ciò che per noi è scarto dell'animale, cervello, gola etc, annegato in salse piccantissime. Io ho preso dei bocconcini di pollo (ignoro tuttora di quale parte del pollo si trattasse) e ho lacrimato l'intera cena, cercando di spegnere l'incendio invisibile sulle mie labbra con fiumi di birra gelata. 
Questa sera invece abbiamo passeggiato per le strade del quartiere conosciuto come French Concession e, per quanto al momento io non ami particolarmente i cugini d'Oltralpe, meno male che nel passato si sono spinti fino a qui. Insomma viva la colonizzazione comunque e dovunque. Il mio cuore ha ricominciato a battere in un posto molto piacevole con una serie di ristoranti e negozietti davvero non male.
Il nostro sguardo è stato catturato da quello che all'apparenza sembrava un video noleggio. Ma dai ? Esistono ancora ? In vetrina le locandine di tutti i film al momento fuori nelle sale.
"Ni hao, are these movies for rent ? - No lent, buy only ! - How much ? - 12 Yuen (2 dollari) 
Evvai di contraffatto. Anche perché fra la censura imperante e la connessione internet a vapore credo che sarà il nostro back up plan.





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