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Adesso non so se ve ne abbia già accennato, i quaranta mi stanno giocando brutti scherzi, ma pare che quest'estate saremo spediti in quel di Shanghai. Dopo un anno netto, quindi, sarà di nuovo ora di fare gli scatoloni.
Si, è proprio così. Vorrei, a tale proposito, ringraziare l'azienda di mio marito per avermi almeno lasciato il tempo di arredare da zero un appartamento, inserire i figli a scuola, trovare un'ottima babysitter ed una fantastica pediatra, ricostruirmi uno straccio di vita sociale, lanciarmi in un nuovo progetto, prima di farci questo splendido regalo.
Devono avere pensato che, a Natale, il solito banale cesto di vimini con un paio di bottiglie di vino, ovviamente francesi, non sarebbe stato all'altezza di uno dei loro impiegati migliori e più devoti. E allora, con un tempismo perfetto, un paio di giorni prima che partissimo per l'Italia per trascorrere serenamente le feste, hanno deciso di comunicarci la lieta novella, il cambio di programma di cui sognavo, sudando, la notte. 
Ma se ci credi davvero anche gli incubi diventano realtà. 
E mi fermo qui per evitare di cacciarmi in guai peggiori ma un giorno, forse, uscirà in qualche multisala la vera storia dietro questo inatteso ennesimo spostamento.

Francamente penso di avere reagito piuttosto bene. Non ho acquistato armi, cosa anche facile da queste parti ma che il mio passaporto straniero non mi permette di fare, o esplosivi ma mi sono limitata ad un semplice e silenzioso boicottaggio di baguette e camembert sino a convincere una sconosciuta ad evitare una French manicure perché decisamente antiestetica. E si, ho cambiato shampoo.
Ovviamente non è servito a nulla e alla fine ho capito che a parte divorziare cosa che, però, qui a Nuiok mi sarebbe costato parecchio, non è che avessi molta scelta se non andare su internet e digitare : expat a Shanghai.
Così, invece di intossicarmi le giornate in attesa del giorno X, quando la mia vita e quella dei miei figli sarà stravolta per l'ennesima volta, ho deciso di godermi al massimo il presente nella speranza che intervenga (si dovrebbe dare una mossa però) un deus ex machina a modificare gli eventi. Anche perché, inter nos, nonostante un certo tipo di Nuiokkesi mi stia cordialmente sulle palle, amo questa città ed il mio cuore, già provato dall'addio a Montreal, potrebbe non farcela.

Domani, intanto, parto con Iduzzo per una settimana di perlustrazione in quella che sarà, molto probabilmente, la mia nuova città, la terza in quasi sei anni. Nemmeno un uccello migratore.

Commenti

  1. Siiii, evvivaaa! A dire il vero speravo di conoscerti raggiungendoti io a NY, e invece... Io sono qui a SH da quattro anni, con una bimba da due. Se vuoi dritte ci sono! Rossella

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