Cronache domestiche

E così ha vinto Iduzzo e, per la prima volta in vita mia, abito in una casa con due scale, una per andare al primo piano, l'altra per scendere nel basement, che farò almeno duecento volte al giorno. Ottimo esercizio ma tanti smadonnamenti ogni volta che cerco qualcosa che puntualmente è su quando io sono giù e viceversa.

Ma in fondo non è poi così diverso dalla vita in appartamento. Basta solo pensare che il pianerottolo è la strada e che, se manca il latte in frigo, bisogna mettersi stivali, giaccone, cappello, guanti e sciarpa e, "in un attimo", si suona al vicino.
Nel nostro caso, ne abbiamo tre. Uno di fronte, cinese, giusto per farci sentire a casa, ma non particolarmente amichevole, uno sulla destra che, però, si vede raramente ed uno sulla sinistra, invece, che, tà tà, è di origine israeliana ma in Canada da una vita. Inutile dire che è già diventato la nostra ancora di salvezza e che, in meno di due settimane, ci ha già dato due dritte su come spalare correttamente la neve alle sei e mezza del mattino e ci ha accompagnato al supermercato quando la nostra auto futuristica è entrata in sciopero per qualche giorno.

Per il resto, dai è bello, vivere da soli, addormentarsi la notte nel silenzio più assoluto con la neve che scende copiosa, pregando che il riscaldamento non ci abbandoni e mettendo la sveglia una mezzora prima per avere tempo di sgombrare il vialetto di casa e di riscaldare la macchina prima di portare Ming all'asilo.
A darmi una mano, però, c'è lei, Lin, la nostra salvatrice, trovata grazie ad una russa che abita nel quartiere, amica di Phenomenal, e sua agente/sfruttatrice. E allora, siccome di cose da fare ne ho davvero poche, ho escogitato un piano diabolico per liberare, dopo anni, Lin dalla sua "pappona" russa, cercando di evitare possibili ritorsioni di quest'ultima. 
Il tutto ha funzionato perfettamente, anche troppo. Insomma se mai dovessi decidere, un giorno, di uccidere qualcuno, il mio alibi sarebbe semplicemente a prova di bomba. Mi sono quasi vergognata di aver gabbato così bene la russa ma si sa che il fine giustifica i mezzi. 
Peccato solo che, per qualche giorno, quando Lin era qui da me, ad ogni colpo di campanello la facessi salire in bagno, nel timore che la russa, con un'improvvisata, la sgamasse a casa mia quando, invece, ufficialmente, avrebbe dovuto lavorare a tempo pieno da una vecchia zia fuori città. 

Insomma la vita a Maple Lane scorre molto "tranquilla". Quando faccio qualche domanda in merito ad una possibile delinquenza locale, mi guardano fra il perplesso ed il disgustato. "Anna, we can leave the front door open. It's very safe." Sarà ma a me le tre porte d'ingresso facilmente apribili con un temperamatite creano ancora qualche problema. Come il silenzio. Qui c'è un silenzio imbarazzante, reso ancora più inquietante dalla neve che attutisce qualunque raro rumore esterno. 
E così ad ogni minima vibrazione notturna, al "tic" di un vecchio tubo del riscaldamento, al ronzio del motore del frigo, io salto sul letto e, nella vana speranza che Iduzzo si desti e affronti il pericolo, m'infilo le pantofole e mi preparo all'incontro con l'ipotetico intruso. 

Ma per fortuna l'intruso non c'è o, meglio, come mi ha confessato oggi Lin, c'è ma non si vede. Insomma pare che da noi viva un fantasma e lei lo sa perché ha un terzo occhio. E' giunta a questa conclusione dopo una serie d'indizi : un buco quotidiano nelle mie calze sempre sotto il tallone, il fatto che sia sparito un pigiama di Matteo e che ieri abbia cercato per ore la ricarica dell'ipad, la suoneria di un giochino di Tommaso che, a suo dire, ogni tanto si attiva da sola e, ovviamente, i rumori notturni di cui le ho parlato oggi.

E allora io mi chiedo : avrò fatto bene a sfidare la mafia russa per tenerla con noi ? Ai posteri l'ardua sentenza.

Commenti

  1. A proposito di silenzio che spaventa: avevamo appena preso la casa in campagna e la prima notte ,quando siamo andati a dormire il silenzio era tale che a F. , poco abituato ai non rumori della campagna è venuta un po' d'ansia. Ha tirato fuori un'accetta e l'ha messa di fianco al letto! Fantasmi o no, non si sa mai!!! A te BUON NATALE. .Anna C.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tel Aviv. Il mio amore trasandato

Diamoci un taglio

Non è uno scherzo