Scatti in giro ... a Tel Aviv


       

Ci sono delle città molto belle. Le riconosci subito. Tel Aviv non lo è. E' diversamente bella. Un tipo. Me ne sono accorta con gli anni ma ora è, decisamente, una delle mie città preferite.
La prima volta che ci sono andata, mi sono messa le mani nei capelli : E adesso, cosa fotografo ? Mi sembrava monotona, brutta e trasandata. Tanti cubi ingialliti su pilotis che non mi dicevano nulla. Ma la famosa white city ? Forse, una volta.

Tredici anni dopo, a mettersi le mani nei capelli sono quelli che mi vedono fare le foto, tantissime, ad edifici sbrindellati, garage, vecchi capannoni in disuso, ma anche al mare e alla spiaggia, lunghissima, che tiene insieme quest'insieme urbano così etereogeneo ed affascinante.
Si, Tel Aviv mi ha cambiato la vita e le lenti, quelle che utilizzavo quando facevo la turista europea ed ero tutta un ha, he, hi, ho, hu davanti all'ennesima quinta rinascimentale o ai quartieri di fine ottocento.
Oppure, più tardi, quando fresca di studi di architettura, andavo a vedermi qualche progetto contemporaneo spagnolo o inglese.

A Tel Aviv, salvo rare eccezioni, non c'è un granchè. Dal 2003, quando è diventata patrimonio mondiale dell'Unesco per i suoi numerosi edifici di ispirazione Bauhaus, la famosa White City, sono iniziati diversi interventi di recupero e di restauro di alcuni fra loro, quelli più significativi. Tuttavia, la sabbia e la salsedine dell'Unesco se ne fanno un baffo e hanno presto rosicchiato intonaci nuovi di pacca e arruginito armature. Poco importa.
Lo charme di questa città nasce proprio da questo, dal suo disordine, da edifici disparati e, spesso, trasandati all'interno dei quali, soprattutto la sera, s'intravvedono bellissimi appartamenti o dove, a livello strada, sono stati aperti locali e negozi accattivanti che utilizzano l'informalità ed il carattere un po' "vintage" di questi spazi per creare atmosfera.
C'è persino da augurarsi che non ristrutturino troppo. Vorrei che Tel Aviv rimanesse una vecchia signora un po' rugosa, piuttosto che mal rifatta.
E' una città da camminare e da scoprire senza i soliti pregiudizi. Altrimenti meglio restare a casa. Perchè Tel Aviv è come gli Israeliani : rudi, pragmatici e veloci, ma anche raffinati e colti. Bisogna affrontarla come quando s'incontra una persona che non è bella, ma estremamente interessante e gioviale.

Potrei andare avanti delle ore, ma mi fermo qui, con qualche scatto in giro ... ovviamente a Tel Aviv.














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