L'appetito vien guardando ... forse

Molti ristoranti a Taipei, quelli più a buon mercato, espongono in vetrina delle accuratissime riproduzioni di cera dei piatti che si possono ordinare. Altri risparmiano e mettono solo delle foto. Un aiuto validissimo per chi, come me, di un semplice menù non se ne fa proprio nulla e che, in questo modo, riesce per lo meno a farsi servire delle cose più o meno safe come del riso. Per quanto riguarda il resto, l'effetto sorpresa rimane. Soprattutto le zuppe sono un punto interrogativo. Cosa ci avranno mai messo dentro ? Ci galleggiano palle e palline di colori diversi, tendenti comunque al beige, la cui origine mi è di difficile identificazione. Ci vorrebbe l'equipe di CSI.
La mia domanda, però, è che bisogno abbiano i locali di vedere prima cosa mangeranno poi. I menù sono poco chiari ? Hanno così poca fantasia da non riuscire a visualizzare un chicco di riso ? Oppure ci tengono all'assortimento cromatico ? Probabilmente serve a tranquillizzarli e a controllare che non manchi nulla quando il piatto è servito. Non saprei.
Devo, comunque, dedicare più tempo alla gastronomia locale e chiarirmi le idee perchè qui c'è di tutto e di più ma, se devo essere sincera, non ho ancora mangiato così bene come in alcuni ristoranti cinesi a Milano.
Per il momento mi sono imbattuta nei ravioli al vapore e, più raramente, negli spaghetti di soia. Ma nessuna traccia di involtini primavera e di nuvole di drago. Dove siete ?
E poi, come è noto, qui si beve sempre tanto tè. Mi perdonino i cultori di questa bevanda ma a me il tè locale, o cinese che dir si voglia, mi fa abbastanza schifo. Ho sempre la sensazione di bere dell'acqua con cui si sono pulite le stoviglie. Per lo meno questo è il tè che ti servono in alcuni posti. E poi, per digerire la cucina locale, trovo che sarebbe più opportuno affidarsi alla coca-cola. Il colore è più o meno lo stesso ma è molto più efficace. Io non la compravo da qualche anno, ma qui ho ben due ripiani nel frigo pieni di lattine. E' un toccasana. Ed il tè, si, c'è anche quello ma rigorosamente Twinings !
Certo che, proprio in questo periodo di primo caldo estivo,  mi manca passeggiare per la città e sentire il profumo del soffritto di una bella salsa al pomodoro fatta in qualche casa dove le finestre sono aperte. Qui ti arrivano, invece, tremende zaffate di aglio e fritto che ti fanno pensare seriamente ad indossare una delle loro mascherine. Che le portino, anche loro, proprio per questa ragione ? Indagherò.

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