Si resta


Confesso di averci pensato, di aver quasi impacchettato tutto di nuovo, di avere comunque pronti gli scatoloni nel caso di una telefonata improvvisa e di un ennesimo credo che ci sposteranno.
Ho cominciato a sentirmi irrequieta come un gatto a gennaio, quando di solito arriva la telefonata e viene annunciata la prossima destinazione e invece nulla, silenzio, poi mi sono agitata quando è arrivata la richiesta di rinnovare l’iscrizione dei bimbi a scuola. Ho esitato, chiesto e richiesto al coniuge ma sei sicuro che non ci mandano via anche questa volta ? e invece no è stata compilata e inviata.
Quando abbiamo finalmente programmato le vacanze come una famiglia normale, mi sono tranquillizzata e ho capito, con un filo di perenne titubanza, che per la prima volta in tre anni saremmo rimasti per un altro giro.
Insomma, no house hunting, no scuola nuova, no nuove facce e noiosi discorsi di presentazione per farsi inquadrare dai regulars del posto. Quest’anno i regulars siamo noi, gli amici ce li abbiamo già, i supermercati li conosciamo. Come si dice, scialla !

Sembrerà folle ma non è nemmeno facile riabituarsi a stare e a non partire. Prima di tutto perché comunque per mesi vivi con la netta impressione che te ne andrai e quindi per esempio a questo giro ho lasciato un discreto numero di quadri per terra, ho dei pacchetti di cellophane ancora sigillati della tintoria di Shanghai e mi ritrovo spesso ad eliminare il superfluo e a riporre l'essenziale in scatole just in case. Mi sveglio spesso la notte perché sogno di aver già lasciato la casa corrente e di trovarmi in un'altra città immaginaria. Last but not least il cervello è talmente condizionato che già pensa con ansia all’estate prossima. Saremo ancora qui ?
Abbiamo anche disorientato i nostri amici di lunga data ormai abituati a registrarsi l’ennesimo nuovo numero di cellulare e a preparare la valigia per venirci a trovare in un nuovo paese : ma come rimanete ? Non partite quest’anno ? 
Ragazzi, non siamo degli uccelli migratori.

In più se il nano 2, ancora piccolo e spazio-temporalmente confuso, non ha tuttora messo a fuoco il folle nomadismo della sua famiglia, il nano 1 qualche riflessione in merito se l’è fatta e a più riprese mi ha chiesto mamma, posso tornare nella stessa scuola a settembre ? Il “ si “ facile a questa domanda non sono riuscita però a cacciarlo ad un’altra richiesta molto più impegnativa : posso finire la scuola elementare in Israele ? Inshallah, Matteo, Inshallah. Non mettiamo il carro davanti ai buoi.

Per la prima volta in tre anni, sono scese meno lacrime, nessun furgone si è portato via un pezzo di vita, Israele non è diventato già un ricordo. Quello che sicuramente farò a breve sarà di lasciare un segno tangibile della nostra permanenza nella casa dove abitiamo, una pianta, una piccola incisione nel muro.  La cosa che mi crea più ansia, ad ogni partenza, è la forte sensazione che sia stata tutta un’illusione, che in realtà non sia successo nulla.
Vivo in un costante presente, guardo con nostalgia al passato e con un misto di diffidenza e curiosità ad un futuro sempre imprevedibile.
In fondo la mia vita è un po’ una vacanza prolungata. Invece di fermarmi una manciata di settimane, io resto un annetto, mi faccio il gruppetto di amici che lascio inevitabilmente d’estate e ritrovo su FB o, in qualche occasione più rara e fortunata, rincontro in un contesto geografico diverso. 
Quest’anno no, stessa spiaggia, stesso mare e stesso gruppo salvo qualche perdita significativa data dall'inevitabile ricambio expat con le partenze estive.
Nelle ultime settimane, le strade vicine sono state spesso bloccate da voluminosi container che hanno inghiottito scatoloni di famiglie in partenza verso unaltra meta o semplicemente verso casa, dopo un periodo di tre o quattro anni che, abituata ai miei canoni, rasenta l’eternità. A loro rivolgo un pensiero speciale perché so quanto sia difficile andarsene o meglio, come scrive Angela Terzani Staude in "Giorni Cinesi" uno dei libri che non mi stancherò mai di consigliare, non è tanto il partire quanto il sapere che non si torna.



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