Il parcheggio

Sabato pomeriggio sono scesi i lacrimoni quando ho intravisto la tirapiedi dell'agenzia immobiliare infilare il cartello house for sale nella neve davanti a casa.
Dai smettila continuavo a ripetermi, cercando di vincere l'impulso di uscire e buttarlo giù e di pensare, invece, alla causa di quel pianto dignitoso ma inarrestabile.
Come mai, infatti, mi pesa così tanto lasciare questo posto dove, alla fine, sono rimasta molto meno che in altri ?

Bene, io credo che nulla come la metafora del parcheggio sia più indicata per spiegare quella matassa di sensazioni assolutamente contrastanti (dall'entusiasmo alla tristezza infinita) in cui mi trovo inviluppata da qualche settimana. 
Spiego : è come se dopo aver girato per ore alla ricerca di un parcheggio (come succede spesso a Milano in zona C) finalmente lo trovassi, magari anche un po' stretto, spegnessi il motore, togliessi la cintura, prendessi la borsa, tirassi un sospiro di sollievo, abbozzassi un sorriso e organizzassi il resto della giornata per poi accorgermi improvvisamente di un palo grigio con un cartello di divieto di sosta per carico/scarico e fosse, dunque, tutto da rifare. E poco importa se ad aspettarmi ce ne fosse uno anche più comodo e sotto casa. In quel preciso momento, mentre mi riallaccio la cintura, avvio il motore, poso la borsa e innesto la marcia, smadonnerei comunque.
Ecco Montreal è quel parcheggio in divieto di sosta dove, per 18 mesi, avevo finalmente trovato pace e dedicato energie a sistemare una casa, la mia, acquistata per un discorso di convenienza economica, certo, ma anche perché, inconsciamente e un po' da ebeti, speravamo di arrestare il nostro vagabondaggio proprio qui a "Topolinia" dove sono tutti buoni e sorridenti.

E così, diciotto mesi dopo aver tolto quell'orrendo cartello nero con scritto "House for sale" ed essermi liberata della nostra agente immobiliare e dei suoi colleghi avvoltoi, eccola riapparire con il suo sorrisone di plastica e gli occhi a forma di dollaro.
Si moltiplicano quindi, in questi giorni, le visite di potenziali acquirenti che io ovviamente odio a prescindere perché solo il pensiero che, un giorno, si aggirino per casa al mio posto mi fa venire il mal di schiena. E' come se mi derubassero dei ricordi legati ai bei momenti trascorsi qui dentro. Insomma, la sto prendendo davvero bene e cool ...
Pazienza, gestirò e digerirò anche questo ma ho già detto a Iduzzo che l'acquisto di un bene immobiliare non fa per me a meno che non sia per la vita. Forse, e qui raccolgo il suggerimento della mia amica Giulia, dovremmo fare come i circensi ed investire in un camper da portarci dietro ovunque.

Fatto sta che, ultimamente, un po' inquieta e stanca, non ho molte energie per la scrittura, cosa che forse è solo un bene, e mi abbandono a forme d'intrattenimento più comode e passive come la televisione e la lettura che pratico in bagno come un uomo, ormai  l'unico luogo dove io riesca ancora a ritagliarmi un briciolo di privacy.
Sono così riuscita a finire tre libri, uno molto bello  A sense of an ending di Julian Barnes, uno delirante e palloso ma acquistato con uno slancio nostalgico per il titolo,Taipei, e l'ultimo, davvero "perfetto" per la situazione, Goodbye to all that, una raccolta di testimonianze di scrittori e creativi che hanno deciso di lasciare New York perché, ormai, disamorati di una città in cui non si riconoscono più. Non vedo l'ora di partire.

Commenti

  1. Non sapevo aveste acquistato la casa...allora ci credo si' che sia ancora più difficile. ..

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  2. Grande calcio internazionale nel weekend di Fox Sports: Sabato 21 febbraio alle ore 18:30
    Manchester City-Newcastle con il commento tecnico di Fabrizio Ravanelli; domenica 22 febbraio alle ore 17:15 Southampton-Liverpool, con il commento tecnico di Paolo Di Canio

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